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Da Trescolli alla Grotta del Tanaccio

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TRESCOLLI - GROTTA ALL’ONDA – PRATI DEL PALLONE - GROTTA DEL TANACCIO

KM   - massima pendenza m 800– minima m 580

Tempo di percorrenza da  3 a 4 ore    

 

Parte dalla località di Trescolli. L’itinerario prosegue dalla strada privata che trovasi sulla davanti al Ristorante e si sale fino ad incontrare la condotta in cemento ottimo e comodo percorso pianeggiante. Dopo circa 1 km  si trova un passaggio sotto roccia che ostruisce il percorso una volta superato si incontra la deviazione, sulla sinistra, del sentiero per Grotta all’Onda. A questo punto il percorso sale per giungere ad un sorgente con lavatoio si segue quindi il sentiero in salita e si giunge sul tracciato che in pochi minuti ci condurrà Alla Grotta all’Onda.  In prossimità della nostra metà ci troveremo prima di fronte ad un’ampia anfratto che precede la Grotta. Qui ci accoglierà uno stupendo scenario, fiotti di acqua purissima che cadono da diversi punti del tetto del grande riparo roccioso che presenta un altezza di quasi 25 m, riversandosi sul verde muschio sottostante. Il sentiero quindi aggira il costone roccioso e dopo poche decine di metri ci porta di fronte al massiccio calcareo strapiombante a forma di onda, da qui il nome della grotta, sotto al quale si trova l’ingresso la cui larghezza raggiunge i 40 m con una profondità lineare di quasi m 60. Già i primi scavi della seconda metà dell’ottocento permisero di portare alla luce reperti dell’età eneolitica, (frammenti di vasi in ceramica, oggetti di ornamento ecc. Le successive ricerche del 1914, contribuirono a determinare una datazione più antica risalente al paleolitico medio ovvero circa 40.000 anni fa (strumenti da lavoro ed armi in selce). Sulla base dei ritrovamenti si può ipotizzare che sia stata dimora temporanea di cacciatori neanderthaliani. Terminata la visita alla Grotta possiamo riprendere il nostro cammino alla volta dei prati del Pallone che si raggiungono proseguendo lungo il sentiero che costeggia la grotta. Dopo circa 300 m si troverà una deviazione sulla sinistra e scendendo lungo la mulattiera raggiungeremo di nuovo la condotta in cemento (goretta). Si dovrà seguire detta condotta che attraversa il Rio di Grotta all’Onda fino a portarci sulla sponda opposta, si riprende quindi il sentiero che attraversa un altro piccolo rio d’acqua sorgiva e sulla destra potremo scorgere il basamento della possente costruzione ricoperta da un ampio prato dove al centro si trova una buca con gradini. Questo non era altro che la struttura su cui si innalzava un hangar costruito nel 1910 per proteggere un pallone aerostatico che agganciato ad un cavo di acciaio di 800 m permetteva ai turisti di volare fino alla foce del Pallone salendo da quota 650 fino a 1000 m. Dalla foce con una carrozza gli avventurosi ruristi raggiungevano l’albergo Matanna. Per arrivare invece all’Hangar, i visitatori venivano fatti salire a bordo di una carozza che li conduceva da Viareggio fino a Lombrici, quindi salivano fino ai Prati del Pallone a dorso di mulo. Purtroppo l’affascinante iniziativa che collegava il mare con il Monte Matanna funzionò per soli sei mesi a causa di un violento fortunale che distrusse la mongolfiera. Dai Prati del Pallone ora possiamo discendere lungo il sentiero in parte selciato che ci condurrà dopo aver attraversato il nucleo abitato di Bollogno (sec. XV) fino alla deviazione per la località al Monte che si incontra pri  la mulattiera sale quasi subito con forte pendenza e giunge alle case della località “Al Monte” qui esiste ancora una casa che conserva una lapide con indicata la data del 1567 che dimostra l’antichità di questo piccolo abitato. Si sale ancora fino al Monte Croce, dove la vista e magnifica e spazia fino a Livorno. Da qui si può ammirare il frastagliato massiccio roccioso somigliante ad una grande scogliera dove si apre la Grotta del Tanaccio. Circa 200 m dopo si trova la chiesa di San Rocchino e proseguendogiunti di fronte al bivio per Pomezzana e Farnocchia  dobbiamo prendere il sentiero di sinistra che per un primo breve tratto risulta pianeggiante. Ora basterà aggirare il massiccio roccioso proseguendo per circa 200 m per trovare la Grotta del Tanaccio. Quest’ultima si presenta come un’ampia caverna alta circa 14 m e larga 7 con una profondità lineare di circa 20 m. Sulla sinistra si può vedere una piccola tecchia dove fu rinvenuta dal Piccioni una sepoltura dell’età del rame che presentava un corredo funebre costituito da frammenti ceramici strumenti in selce e diverse misteriose pallottoline di argilla di cui non si conosce il significato. Dal luogo di sepoltura vennero alla luce ossa umane appartenute ad almeno 2 individui. A metà della grotta sulla sinistra si può scorgere un monolite simile ad un enorme sedile alto m 1,75 ottenuto modificando una colonna stalagmita che il Regnoli, autore dei primi scavi nella seconda metà dell’ottocento, gli attribuì funzioni sacrali. Per tornare al Canal Grosso basterà seguire il sentiero che conduce alla chiesa di San Rocchino e prima di giungere all’edificio religioso prendere il sentiero a destra che ci porta di nuovo sulla condotta in cemento attraversarla e poi ripercorrere il tracciato dell’andata fino al Ristorante.

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